Donne della Vite, successo per un nuovo modo di partecipare a Vinitaly e fare ricerca

 

Il progetto “Vino&Paesaggio: appuntamento al buio” è stato molto apprezzato e ha destato grande curiosità. Per i quattro giorni della manifestazione presso lo stand delle Donne della Vite è stata posta all’attenzione dei numerosissimi visitatori la relazione tra qualità percepita del vino e paesaggio e raccolta una grande mole di dati per quantificarla. Sono state 450 le persone, con profili differenti, che si sono sottoposte al test. I dati sono ora nelle mani del Crea-Viticoltura Enologia di Conegliano, partner scientifico del progetto, per l’elaborazione.

Si può partecipare al Vinitaly con uno stand di 64 metri quadrati senza vendere nulla e avere l’attenzione di un meraviglioso mix di persone, dai professionisti che ruotano intorno al mondo della vite e del vino agli appassionati, passando per ricercatori e produttori? L’esperienza delle Donne della Vite dimostra che è possibile: la relazione tra il paesaggio e la qualità percepita del vino è stata proposta a esperti e appassionati e sono stati raccolti dati per comprenderne il peso reale.

 

Notevole il flusso di persone interessate al format “Vino&Paesaggio: appuntamento al buio” e all’associazione Donne della Vite, tra cui molte personalità del mondo universitario e della ricerca, del marketing, dell’associazionismo, del giornalismo, ecc.

Nelle otto postazioni-pc in cui erano in degustazione vini alla cieca in sequenza abbinati ognuno a un paesaggio – secondo un piano sperimentale messo a punto dal Crea-Viticoltura Enologia di Conegliano – sono state 450 le persone che, dedicando un poco del loro prezioso tempo, hanno permesso alle Donne della Vite di raccogliere una mole di dati che renderà i risultati della ricerca molto significativi.

Abbiamo confermato – sottolinea Valeria Fasoli, presidente dell’associazione– che il Vinitaly, oltre a essere un’importante opportunità commerciale, può rappresentare un luogo in cui sviluppare delle ricerche, viste la numerosità e la varietà del panel che abbiamo accolto presso il nostro spazio. Inaspettato è stato vedere come tutti i degustatori, dai più neofiti ai più esperti, hanno approcciato il test con impegno e serietà guidati da un format coinvolgente dal punto di vista visivo, quasi intimoriti dalla possibilità di sbagliare e, alla fine, tutti estremamente curiosi circa i risultati”.

 

Ai partecipanti, oltre alla valutazione dei vini proposti in sequenza abbinati ognuno a un paesaggio, è stato richiesto di esprimere le proprie preferenze su alcuni panorami. Questa parte del piano sperimentale darà informazioni sul valore degli elementi caratterizzanti il paesaggio (i cosiddetti “iconemi”): un’indagine mai fatta finora.

 

I dati sono nelle mani del Crea-Viticoltura Enologia, partner scientifico del progetto, che li elaborerà e i risultati saranno resi noti prima di tutto a coloro che hanno partecipato al test e successivamente presentati pubblicamente.

“Con l’esperienza proposta al Vinitaly – aggiunge Clementina Palese, vicepresidente dell’associazione – abbiamo centrato uno degli obiettivi primari delle Donne della Vite: fungere da collegamento tra mondo della ricerca e fruitore finale. Abbiamo incontrato persone e professionalità che hanno colto il nostro spirito e hanno voglia di dare il loro contributo e anche alcune realtà con cui potremo creare sinergie”.

 

La partecipazione delle Donne della Vite al Vinitaly è stata possibile grazie a un nutrito gruppo di sponsor che hanno creduto nel progetto e a cui va il ringraziamento dell’Associazione.

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