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CONVEGNO A CURA DELLE

DONNE DELLA VITE

Un giro di vite

Il cambiamento come opportunità: ripensare la gestione del vigneto 

per preservare la qualità delle uve in un clima che cambia

Venerdì 11 marzo 2022 - Ore 9.45

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Programma:


Valeria Fasoli, Presidente Associazione Donne della Vite
Introduzione e saluto


Vittorino Novello, Università degli Studi di Torino
“Adattamenti delle tecniche colturali per mitigare gli effetti del cambiamento climatico in viticoltura”


Aaron Fait, Ben Gurion University del Negev (Israele)
“Cambiamenti climatici e viticoltura eroica, Italia chiama Israele: la “lezione” dal deserto israeliano del Negev”


Antonio Carlomagno, Agriproject Group (Rutigliano, Bari)
“Il Climate Change e l’approccio agronomico di campo nella gestione del vigneto in ambienti del Sud”


Gianmarco Navarini, Università Bicocca di Milano
“I mutamenti nel clima sociale e culturale e la percezione della qualità del vino”

 

Domande e discussione

Modera Costanza Fregoni, vicepresidente Associazione Donne della Vite

I relatori

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Vittorino Novello

È’ professore ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino. Le sue attività didattiche e di ricerca si sono concentrate sulla viticoltura. È esperto disciplinare dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca),  Presidente del Consorzio Europeo EMaVE, Vice Presidente della Commissione 1 – Viticoltura dell’OIV (International Organization of Vine and Wine), e fa parte dello Steering Committee e del Comitato Scientifico Tecnico dell’OIV stesso. È inoltre Associated Editor della rivista scientifica open access OENO-one, e revisore di diverse riviste scientifiche internazionali.

È stato coordinatore di diversi progetti di ricerca di respiro nazionale e internazionale, tra cui PRIN (anni 2002-2004 e 2004-2006) e Coordinatore nazionale del progetto AGER ‘An Italian Vitis database with multidisciplinary approach, for exploitation and valorization of the regional genotypes’ (2011-2014). Si occupa di ricerca viticola in ambiti diversi, tra cui l'ecofisiologia e la viticoltura di precisione.

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Aaron Fait

È professore ordinario presso il Centro di ricerca del deserto dell'Università Ben Gurion del Negev.

I suoi studi in scienze vegetali sono iniziati durante il cambiamento di paradigma dalla visione riduzionista a un approccio sistemico che esplora la complessità del metabolismo. Gli sviluppi e i progressi tecnologici nelle tecnologie high-throughput hanno favorito il suo interesse nell'interazione pianta-ambiente da un punto di vista biochimico. La sua carriera è dedicata alla comprensione olistica del metabolismo di piante/semi/frutti, alla sua diversità naturale e ai meccanismi di regolazione. A questo scopo ha creato una struttura di ricerca in metabolomica, vigneti sperimentali e una cantina di microvinificazione, tramite i quali dà vita e partecipa a progetti di ricerca di respiro nazionale e internazionale.

Alla Università di Ben Gurion insegna materie pertinenti la fisiologia, la metabolomica, la profilazione dei metaboliti nelle piante arboree e il modo in cui tali processi sono influenzati dalla genetica e dall'ambiente.

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Antonio Carlomagno

È un agronomo di campo afferente allo studio tecnico-agronomico ‘Agriproject Group srl’ con sede in Rutigliano (Ba) e si occupa dell’assistenza tecnica in viticoltura da tavola e da vino sia in Italia (principalmente Puglia, Basilicata e Calabria) che all’estero (Portogallo ed Australia).

Dopo gli studi universitari ed a seguito del dottorato di ricerca, ha avuto l’opportunità di maturare, per alcuni anni, esperienze di ricerca in aspetti legati alla viticoltura da vino presso l’Università degli Studi di Torino, con conseguente pubblicazione dei risultati su riviste scientifiche internazionali e nazionali.

Nel suo attuale ruolo di membro dello staff tecnico di Agriproject Group si occupa di consulenza ai viticoltori, con particolare riferimento all’ottimizzazione e razionalizzazione delle tecniche colturali, allo scopo di valorizzare in chiave attuale le conoscenze radicate sul territorio e tradurre in soluzioni pratiche i risultati della ricerca e dell’innovazione in viticoltura.

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Gianmarco Navarini

È professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Milano – Bicocca, dove insegna Sociologia del linguaggio ed Etnografia e analisi del discorso in corsi di laurea triennali e magistrali, e Sociologia del vino nel master su Cibo e Società.

In parallelo agli studi universitari, ha lavorato per una società multinazionale leader nel settore del marketing & research.

Laurea cum laude in Scienze Politiche a indirizzo Sociologico presso l’Università Statale di Milano e Dottorato in Sociologia politica presso l’Università di Firenze, vanta numerose pubblicazioni che ruotano  attorno al tema delle pratiche sociali in relazione ai mutamenti culturali, discorsivi, comunicativi e negli stili di consumo.

È autore di diversi saggi e articoli a tema enologico, tra i quali Sustanaible wine. The discursive production of sustainability in the wine field (in The Routledge Handbook of Wine and Culture, 2022) e Mondi del vino. Enografia dentro e fuori il bicchiere (il Mulino, 2015), premiato come miglior libro su “Vino e Cultura” (Pescara, 2019, Delegazione AIES di Abruzzo, Molise, Piceno, Maceratese).

Partner dell'evento

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Da oltre 50 anni operiamo nel settore della meccanizzazione della viticoltura.

Unendo la tecnologia innovativa Pellenc alla pluriennale conoscenza della specificità italiana di Volentieri in un mix di energia, storia e competenze che fanno del nostro gruppo il leader italiano del settore.

Con 100 addetti tra supporto commerciale, produzione, assistenza post-vendita e riparazioni e con le nostre 5 sedi in Italia (Toscana, Friuli e Sicilia) abbiamo scelto di essere presenti sul territorio, in prima linea, vicini al cliente. Con il servizio di post-vendita arriviamo dove occorre quando occorre per non lasciare nessuno indietro nel momento del bisogno.

La scelta di mettere l’innovazione al servizio dell’eccellenza e delle prestazioni, per un nuovo approccio alla viticoltura conciliando la qualità della raccolta, il rispetto dell’ambiente, la redditività e la semplicità d’uso, si è dimostrata vincente.

Ad oggi abbiamo messo in campo oltre 3000 macchine, con una penetrazione di mercato che sfiora l’80%, meritando una posizione di leadership nel settore della viticoltura italiana.

 

La produzione si divide in 3 principali settori:

Settore AGRI

  • vendemmiatrici trainate

  • vendemmiatrici semoventi / multifunzione

  • attrezzature su telai multifunzione al trattore per eseguire operazioni di prepotatura, spollonatura, legatura, cimatura e defogliatura dei vigneti;

 

Settore MDC

  • attrezzature da cantina per la gestione delle uve: ricevimento, diraspatura, cernita, pigiatura;

  • presse pneumatiche ed enologia smart per: diraspatura, pressatura, macerazione, svinatura e trasferimenti di liquidi;

 

Settore ARBO

  • macchine da arboricoltura per la raccolta di olive, frutti fragili (ciliegie, prugne ecc.) e frutti a guscio (mandorle, pistacchi ecc.) su impianti tradizionali, intensivi e superintensivi;

  • scuotitori frontali al trattore e semoventi;

  • trainata per la raccolta di olive e mandorle.

L’esperienza acquisita e la rete di assistenza, diffusa in tutte le zone vitivinicole italiane, garantiscono ai viticoltori e agli enologi, soluzioni tecnologicamente avanzate mirate all’ottenimento del binomio fondamentale: qualità/economia.

 

I nostri obiettivi mirano ad offrire al cliente servizi su misura per garantire l’efficace utilizzo dei prodotti acquistati:

  • consulenza e formazione

  • soluzioni finanziarie personalizzate

  • ricambistica originale

  • servizio d’assistenza

 

Intento principale è riuscire a cogliere ed interpretare i cambiamenti in corso che caratterizzano i mutamenti della filiera vitivinicola.

L’obiettivo che ci siamo prefissati e che sicuramente continueremo a perseguire è la qualità, poiché questa sarà la tendenza che caratterizzerà i vigneti e i vini italiani del futuro.

Siamo quindi alla ricerca del giusto connubio tra qualità e sostenibilità, cioè di ciò che beviamo con il rispetto della salute delle nostre famiglie.

Lo sviluppo tecnologico raggiunto, grazie ad uno sforzo costante in termini di innovazione ed investimenti sulla ricerca, ha portato alla creazione di proposte esclusive (Il Gruppo Pellenc investe il 10% del fatturato in sviluppo e ricerca con 150 addetti tra tecnici ed ingegneri).

Partendo dal presupposto che il vino di qualità si ottiene da uve di qualità, abbiamo elaborato, tramite accurate ricerche, tecnologie sempre meno invasive, tese ad esaltare i caratteri tipici di ogni vitigno, piuttosto che standardizzarli.

Ai partecipanti saranno rilasciati i relativi CFP per gli iscritti agli Ordini degli Agronomi, dei Periti Agrari e degli Enologi.